Il rapporto che si ha con il cibo può dare importanti informazioni sul nostro carattere, sullo stile di vita adottato e sul modo di rapportarci agli altri e ai problemi della vita.
E’ quindi fondamentale conoscere la persona anche sotto questo aspetto per poter intraprendere un discorso dietologico efficace.
Partendo dall’analisi delle motivazioni che hanno determinato la decisione di intraprendere una dieta, vengono in seguito valutati tutti i comportamenti peculiari e le affermazioni tipiche del paziente che possono essere espressione di eventuali difficoltà a seguire un piano alimentare equilibrato.
Per intraprendere una qualsiasi dieta infatti occorre essere mentalmente orientati in tal senso, ben coscienti del percorso (talvolta non breve) che si dovrà affrontare, assolutamente informati di possibili difficoltà, disagi e temporanei insuccessi che si potranno incontrare durante tutta la terapia.
Il successo di una dieta dipende dall’atteggiamento iniziale del paziente, che deve essere protagonista assoluto di questa scelta e deve potersi fidare e confidare con il nutrizionista.
Il rapporto con il cibo dovrà diventare equilibrato e sereno: il cibo non può trasformare le persone così come non può renderle felici. Trovare una consolazione o un rimedio nel cibo è farsi ingannare e rimanere profondamente delusi. L’obiettivo della terapia cognitivo-comportamentale, in un ambito nutrizionale, è quello di portare la persona a modificare alcuni comportamenti alimentari, ad adottare soluzioni di gestione delle emozioni e recuperare l’autostima in modo da ristabilire un equilibrato rapporto con il cibo e quindi con sé stessi.